Diari di viaggio

Tutti i racconti di viaggio raccolti dai nostri clienti/reporter durante i loro viaggi negli States.
Vuoi inviarci le tue storie?

Dalla California alla Route 66

Reporter Marta e Davide

Data del viaggio Agosto 2014

Un viaggio sulla mitica Route 66.

Galleria fotografica

Diario di Viaggio

11-08-2014

Malpensa - Zurigo - San Francisco

Finalmente ci siamo! Il viaggio sognato da anni sta per avverarsi... ormai da mesi non penso ad altro cercando qualsiasi informazione che trovo a riguardo e non stiamo più nella pelle.
Ore 10.00
Partenza da Malpensa e arrivo a Zurigo alle 11.00, viaggio tranquillo e pratiche al check-in veloci e regolari, mille pensieri sull'entusiasmante viaggio che stiamo affrontando, entrambi per la prima volta, non ci fanno quasi nemmeno accorgere di essere decollati e atterrati.
Scendiamo e prendiamo la navetta per il cambio terminal (piccola metropolitana interna con in radiodiffusione muggiti e scampanellii alpini... siamo d'altronde nella accogliente Svizzera), giretto nello shop per 2 cioccolatini, giusto per placare i primi languorini e spendere i pochi franchi che avevamo recuperato per casa e andiamo verso l'imbarco. L'attesa è breve e alla vista dell'aereo che ci porterà oltreoceano l'entusiasmo arriva alle stelle.
Ore 13.00
Partenza alla volta di San Francisco mentre si abbatte un bel diluvio su Zurigo. Il volo è stato tranquillo anche se dopo circa 4 ore stavo dando i primi segnali di pazzia... ad ogni modo i pasti (di ottima qualità) e i vari film e documentari hanno fatto trascorrere bene la lunga permanenza sul volo (per me, amante delle 4 ruote è stato piacevole trovare quello di Sebastian Loeb che conquista la Pikes Peak).
Abbiamo volato verso nord, passando sopra Danimarca, Inghilterra, Groenlandia (spettacolare vista) e una volta raggiunte le coste canadesi pensavo che fosse quasi fatta... controllo le info sul monitor e mi rendo conto che non siamo manco a metà strada... heeeeeelp!
Cosa non è grande sta America. Va beh, spariamoci altri film che il sonno non è argomento considerato e la curiosità di continuare a guardar fuori dal finestrino come un bambino è di gran lunga superiore a qualsiasi altro interesse... Finalmente dopo aver sorvolato mega praterie e dopo alcuni giri sopra la baia iniziano le manovre di atterraggio, tocchiamo terra alle 16.50 locali (00.50 ora italiana). Lo sbarco è veloce e ordinato, Swiss airlines promossa a pieni voti.
Dogana, immigrazione, ritiro bagagli, formalità sbrigate in 15 minuti visto che eravamo tra i primi ad arrivare ai controlli e non c'era nessuno dai voli precedenti... e sinceramente ci ha stupito, ci aspettavamo ore di coda. Al ritiro bagagli notiamo che quello di Marta deve averlo fatto a nuoto il viaggio dato che era abbastanza fradicio.
Usciamo e in 5 minuti prendiamo il taxi direzione Hotel Fusion. Mezz'oretta e $45 e siamo arrivati. Tutto il viaggio lo abbiamo passato guardando fuori dal finestrino per cominciare ad osservare i profili di una città, un paese, una nazione mai vista. E già al primo impatto ne rimaniamo stupiti!
Doccia al volo e entusiasti come scolari in gita usciamo a fare due passi per iniziare a orientarci nel quartiere e dopo un paio d'ore ennesima cena (la seconda della giornata visto il fuso orario, la prima l'abbiamo fatta in volo) al Les Joulins Jazz un ristorante jazz con complesso che suona dal vivo e cominciamo a prendere confidenza con l'aglio... ne sentiremo l'aroma diffuso in svariate occasioni qui a San Francisco. Intrigante la sciura 80enne che con le sue patatine e salsina all'aglio ci sbiascicava di tanto in tanto parole incomprensibili. Poi si è addormentata sul divanetto accanto al nostro tavolo probabilmente stesa dall' aglio.
Paghiamo e lasciamo la nostra prima mancia, esperienza strana visto che qui in Italia non e’ così abitudine lasciarla. La ragazza ci ringrazia moltissimo.
Dopo cena due passi nella zona del capolinea di Powell Street dei cable car incrociando anche un personaggio con SOLO perizoma e farfallino che ballava con forse 10° sulle note di Tom Petty... pseudo caffè espresso da Starbucks e poi a dormire vista la giornata di 33 ore. Cotti ma felici di aver iniziato questa avventura!

12-08-2014

San Francisco

Ore 03.00
Il fuso colpisce e siamo svegli... temporeggiamo in qualche modo fino alle 7.00 e saliamo a far colazione... troviamo una stanzetta di pochi metri quadri con all'interno posate, vassoi, muffin, mele, succhi di frutta, caffè, toast e tutto il necessario x la colazione... carichiamo i vassoi e andiamo in camera a sbranare il tutto. Facciamo anche il bis... We need much energy!
Alle 8.00 siamo già in strada cartina e fotocamera alla mano, sembriamo quasi turisti...
Visitiamo al volo Yerba Buena, lì vicino, e subito ci stupisce il contrasto tra la bellissima chiesa gotica di San Patrick e i grattacieli sullo sfondo. Torniamo in Hallidie Plaza per acquistare il pass di 3gg per i Cable Car, comodissimo visto che siamo a due passi dal capolinea di Powell & Market st., andiamo verso il molo, mezz'oretta di piacere in questa avventura su questi storici tram, ovviamente appesi ai pali esterni e cominciamo già a prendere confidenza con i saliscendi di San Francisco, veramente ripidi, ce ne accorgeremo meglio poi. Scendiamo all'altro capolinea. L'aria è fresca ma si sta bene e ci incamminiamo in direzione Pier39 ma poco prima troviamo l'ufficio dei bus Hop-On Hop-Off e facciamo cambiare i coupon che avevamo in ticket così approfittiamo subito del servizio. Saliamo sul bus open space e iniziamo il giro. Ci sono anche le cuffiette con la guida che racconta un po' le varie storie della città. Giriamo per tutti i quartieri passiamo da North Beach, Chinatown, Nob Hill, Russian Hill, Richmond, Presidio e attraversiamo il Golden Gate spazzato da un vento fortissimo.
Torniamo verso i vari Pier e scendiamo al 33 dove l'indomani prenderemo il traghetto per Alcatraz. La sensazione è quella di esserci scottati le fronti col sole. Seguono aggiornamenti. La fame si fa sentire e ne approfittiamo per un paio di squisiti sandwich al granchio da Choweders al Pier39. Tappa obbligata in seguito a osservare i simpatici e chiassosi leoni marini svaccati a riposare. Passiamo il pomeriggio a gironzolare sui moli, le cose da vedere sono millemila, tanti negozi e attrazioni, il sommergibile USS Pampanito ormai diventato museo, la SS Jeremiah O'Brien ancora operativa, pezzo raro dello sbarco in Normandia, ma il tempo vola, terminiamo con qualche acquisto da Hard Rock Cafè e poi rientriamo in hotel per una doccia e cambiarci per la sera, la temperatura sta scendendo e la felpa è d'obbligo. Nel frattempo ora abbiamo la certezza che il sole ci ha scottato le fronti (e soprattutto la mia stempiata, grazie anche alla tecnica “a manate” della stesura della crema da parte di mia moglie). Andiamo sul sicuro per cena, da Denny's, http://www.dennys.com, a due passi dall'hotel, T-bone assicurata, soddisfazione garantita! Rientrando facciamo due passi per 2 foto notturne fino a Union Square ma una cosa veloce.

13-08-2014

San Francisco

Sveglia presto, non abbiamo ancora smaltito il jet-lag ma non importa, occasione per uscire presto, cable car verso il molo e passeggiamo verso Fort Mason tanto il prossimo appuntamento sarà il traghetto per Alcatraz nel primo pomeriggio. Nell'attesa poi ci sfamiamo al Rainforest Cafe Restaurant, bellissimo ambiente, una foresta ricreata con animali che di tanto in tanto "prendono vita".
Raggiungiamo dopo pranzo il Pier33, la coda sembra lunga ma in pochi minuti si smaltisce, foto di rito con lo sfondo dell'isola e ci imbarchiamo x Alcatraz. Decideremo poi di acquistare la foto, di certo non a buon mercato ma siamo turisti e ne approfittiamo per farci spennare una 30ina di $$ per foto, cornice e magnete. La gita sull'isola è comunque un'esperienza da fare, anche grazie all'audio guida che racconta le varie vicende della prigione ne è valsa la pena. Mi aspettavo la prigione in se’ un po' più grande ma pensarla quando era ancora in uso è da brividi.
Soffia un gran vento sull'isola, la vista della città da li e' incredibile pensando poi a chi, rinchiuso in quel penitenziario, sognasse di raggiungerla in qualsiasi modo. Rientriamo dopo un paio di ore, altro giro al Pier 39 e acquisti di rito in qualche negozietto di souvenir. Raggiunto il capolinea dei Cable Car per rientrare in hotel , troviamo i tram bloccati e una fila apocalittica, scegliamo di tornare a piedi tanto non è molta strada ma sottovalutiamo le salite di Hyde St., pazzesche! Se poi ci aggiungiamo la discesa e relativa risalita a Lombard Street il risultato è che siamo arrivati sui gomiti. La sera ci concediamo un mega hamburger da Lori's Dinner, ottimo, ci servivano calorie e in questo locale ci si sente davvero tornati negli anni 50’s! E gia’ cominciamo a pensare a domani!

14-08-2014

Big Sur

Il grande giorno, inizia l'OTR! Carico come una molla mi fiondo un'ora prima del previsto alla Dollar, anche questa a 2 passi dall'hotel. Firmiamo le scartoffie ci consegnano il navigatore che finirà diretto nel portaoggetti perché ero attrezzato diversamente con l'itinerario già pianificato. Scendiamo nei garage e ritiriamo la Chevrolet Captiva, non ci avevano dato possibilità di scelta ma potevamo sostituirla a Los Angeles, ma non l’abbiamo poi fatto, alla fine andava bene, aveva pure la SiriusXM (l’autoradio satellitare) e si e' dimostrata ottima e indispensabile nelle zone desertiche... well done!
Rientriamo in hotel a caricare le valige e via direzione Santa Cruz, facciamo giusto in tempo a sbagliare strada causa disattenzione e ritrovarci a vagare per Daly City ma rientriamo sulla I 280 e raggiungiamo Santa Cruz poco dopo le 10.00, il tempo non è dei migliori, cielo coperto e poca gente, è anche presto, camminiamo nel parco ammirando il Giant Dipper, una montagna russa costruita in legno nel 1924 e ancora funzionante, attraversiamo la spiaggia verso l'oceano trovando però cumuli di alghe qua e la invase dagli insetti, no buono, ritorniamo quindi sul boardwalk e pranziamo con una fajita piccantissima, help, o meglio... sti caxxi...!
Rimontiamo in auto, tettuccio aperto per goderci il sole appena uscito e via, direzione Laguna Seca , autodromo nei pressi di Monterey.
Ce' movimento nei dintorni e fortunatamente la pista e' aperta, si sta svolgendo una gara. Entriamo e raggiungiamo la famosa curva chiamata “cavatappi” tanto famosa per la sua forma quanto per alcuni sorpassi avvenuti qui. Restiamo una mezz'oretta a fare foto e veder correre alcune auto e ripartiamo, diretti a Monterey, in città troviamo un po' di traffico dovuto allo svolgimento di un grosso evento motoristico con una importante asta di auto con prezzi fuori di testa, in giro si vedono mezzi da paura, dalle supercar alle musclecar fino a vecchissimi pickup restaurati e auto rarissime, cominciamo a capire che qui in USA è tutto un altro mondo!
Visitiamo anche Carmel delizioso paesello il cui sindaco e’ stato il grande Clint Eastwood, ricco di cipressi e mega ville con una bianca spiaggia che la separa dall’oceano, e qui scopriamo che è la tappa di arrivo di una corsa automobilistica che partiva da Los Angeles, la Fuel Run-Gold Rush, auto da sogno che risalivano per il Big Sur, le abbiamo incrociate nel senso inverso mentre ci gustavamo tutta la Pacific Coast Highway, sono matti sti americani! Praticamente ero come un bimbo in un parco giochi a capitare durante tutti questi eventi motoristici, in mezza giornata di viaggio ho visto praticamente solo auto, quasi a rischio divorzio! Ma se il viaggio comincia così e’ già uno spettacolo!
Mentre raggiungevamo Morro Bay attraversiamo paesaggi mozzafiato, meriterebbero di essere raccontati tutti ma già è stato difficile fermarsi a dedicare il dovuto tempo ad ognuno: Point Lobos, il Bixby Bridge, Pfeiffer Beach e molti altri. Abbiamo trovato inoltre scoiattolini curiosi, falchi che volteggiavano sopra di noi, poi sole, nebbia, foreste, pioggia, di nuovo sole, pianure, poi nebbia, scogliere, poi sole, poi nuvole, insomma ogni 50 miglia cambiava stagione, esperienza bellissima e a volte surreale.
Gustato il tramonto sulla costa in uno dei vari vista point arriviamo all'Inn di Morro Bay in serata, check-in e di corsa a cenare in quanto ci ha detto la tizia della reception che i ristoranti chiudono prestissimo, tipo le 22.00.. erano le 21.00 ... A bombaaaaaazza a trovare qualcosa di aperto. In una specie di pub ci siamo sfamati con fish e chips facendo chiusura del locale. All'uscita il paese e' completamente deserto, raggiungiamo l'hotel per una bella doccia calda vista la temperatura non proprio equatoriale.

15-08-2014

Santa Monica

Ripartiamo per Santa Monica Yeah! La mattina e' fresca, facciamo rifornimento scoprendo che la benzina ha pompe color nero (come il diesel da noi) e che il diesel e' raro da trovare. Diretti a Malibu, si comincia a respirare lo spirito californiano, auto cabrio, sole alto, giovani e musica sparata dagli stereo. Svoltiamo verso la spiaggia di Paradise Cove con l'intenzione di pranzare al Beach Cafe, parcheggiamo, entriamo, notiamo che c'è più gente qui che al concerto degli U2 e facciamo dietrofront... meglio un Mc sulla strada visto che stavamo iniziando a smangiucchiare gli interni dell'auto! Le ville dei VIP sono nascoste dalle colline quindi non visibili dalla Hwy 1, pazienza tanto non eravamo informati su chi abitasse li.
Tiriamo poi dritti fino all'hotel di Santa Monica, la temperatura è decisamente aumentata, ora ci si sente al mare. L'Hotel, il Channel Road Inn, è un albergo in stile provenzale, molto molto bello, ambiente familiare e confortevole gestito da 4 sorelle, troviamo anche dei biscotti in camera con un biglietto che ci augura una buona permanenza e gli auguri per il nostro viaggio di nozze. Ci sistemiamo andiamo in auto verso il molo, il più antico della California e parcheggiamo li affianco, 12$ (e uno..) restiamo fino a cena e ci scofaniamo un bel piatto da Bubba Gump, rigorosamente a base di gamberetti, spettacolo!
Restiamo un po' a curiosare lo stile di vita che ci circonda, affascinati anche dagli artisti che si esibiscono sul molo, chi canta, chi balla, chi si esibisce in gesti atletici o numeri di illusionismo, tutti veramente bravi.

16-08-2014

Los Angeles

Dopo un elegante colazione partiamo di buon ora verso Los Angeles, parcheggiamo nei pressi della Walk of Fame a 10$ (e due..) e camminando sul marciapiede stellato incontriamo veramente poca gente, forse è troppo presto, ma pensavamo a maggior affluenza. Cerchiamo di leggere tutte le stelle ma sono davvero millemila... cerchiamo solo quelle che ci interessano con relativa foto di rito finchè la poca gente lo permette, arriviamo sulla stella di Robin Williams e c'è già qualcuno che ripone dei fiori per la sua recente scomparsa.. proseguiamo per un po' oltre il Dolby e il Chinese Theatre. Di ritorno la gente si è decisamente moltiplicata, soprattutto da Ghirardelli dove c'è una fila in stile Melegnano a inizio agosto, tutti a comprar cioccolato?
Noi entriamo al Dolby Theatre e addentiamo qualcosa forse nell'unico bar che non accetta la famosa plastic money, ci sembra quasi strano non poter pagare con la carta di credito. Foto alla scritta Hollywood dalla passerella (lontanissima ma ringraziando i mm. dell'obiettivo della reflex risolviamo il problema) e torniamo sulla strada a passeggiare tra Spiderman, Hulk, Minions, Superman e i vari Alan Garner di Hangover (ci speravo di incontrarlo). Entriamo anche a questo Hard Rock Cafe' per una bella felpa e via, torniamo all'auto, A/C a manetta visti i 35° e ci dirigiamo nel quartiere di Beverly Hills, ed e’ proprio come nei film visti sul divano, lunghi viali di palme e giardini tanto perfetti da sembrare finti a far da contorno a mega ville, chissa' di quali personaggi famosi.. anche il traffico e’ misteriosamente sparito rispetto alla caotica Los Angeles. Cerchiamo poi di raggiungere Bel Air ma non sapendo che l'ingresso è vietato ai turisti viriamo su Rodeo Drive, scrocchiamo una 20ina di minuti di parchimetro avanzato da qualcun'altro e facciamo un giro veloce, acquisti zero perché non ci piaceva nulla hahahahha... Non è molto tardi e decidiamo di anticipare una tappa di domani (visto che già sarà una bella sgroppata) e andiamo a Santa Clarita a visitare aimè un luogo triste, dove ha trovato la morte in un incidente stradale Paul Walker, il luogo è una zona industriale, isolata, ora ricoperta di sgommate per lasciare un saluto a modo loro all'attore. Faccio due chiacchiere con un fan, anche lui sul luogo per una visita e mi presta il pennarello per lasciare un messaggio sul marciapiede tappezzato di scritte. Il caldo in questa zona comincia a farsi sentire superando i 100°F e dopo aver salutato torniamo verso l'albergo.
Costeggiamo il SixFlags Magic Mountain, sembra anche di notevoli dimensioni e rientriamo verso Santa Monica scollinando da Topanga, un bel paesino montano dove si stava anche svolgendo una festa reggae.
La sera torniamo al molo per cenare, cerchiamo un park alternativo per risparmiare qualcosa ma nulla, stesso park, stesso prezzo, altri 12$ (e tre..) vabbe, ce' un ristorantino italiano, che facciamo, ci proviamo, ma si, facciamoci male, gnocchi per Marta, buoni, pizza per me, TERRIBILE.. si risolleva la cena solo nel finale, caffè espresso..quello vero.. LAVAZZA, basta poco per rallegrare l'animo hahahaha.. ci rigustiamo ancora il tramonto sul molo attrezzati con fotocamera e cavalletto per immortalare il cielo che si infiamma, felpina, perchè appena tramontato il sole si rinfresca l’aria notevolmente, guardiamo qualche artista di strada, che attirano sempre un sacco di persone, passeggiamo tra le attrazioni del luna park respirando atmosfera di festa e di estate e rientriamo poco prima della mezzanotte in hotel.

17-08-2014

Santa Monica

Quest'oggi c'era in previsione di andare agli Universal Studios ma... una splendida giornata, l'aria di mare che ci chiama, decidiamo di goderci la spiaggia, allora via verso il park a 12$ ( e quattro, in pratica abbiam pagato più in parcheggi che di pranzi e cene..) crema solare e noleggiamo per l'intera giornata 2 chopper bike che ci accompagneranno su e giù per la pista ciclabile. Andiamo verso Venice Beach, c’è un sacco di gente sia in bici che sui roller che a piedi e ognuno ha la sua corsia, abbiamo fatto una bella sosta ad ammirare con un bel gruppetto di gente i funamboli dello skate sulle rampe, alcuni ragazzi hanno anche parecchio talento, chissà se tra questi ci sarà un futuro famoso skater californiano! Proseguiamo con un giro sui particolari ponti di Venice inaccessibili anche alle bici, solo a piedi, e poi ritorniamo per una passeggiata al mercato sulla spiaggia, e qui si può trovare qualsiasi personaggio eccentrico, oltretutto la vendita di prodotti a base di marijuana sembra legale a quanto pare vedendo quanto e' pubblicizzata, se fossimo in Italia forse sembrerebbe quasi un quartiere da evitare ma non qui, nessuno sembra voler “dar problemi” e poi la polizia e’ ben presente e controlla. Noi abbiamo fatto acquisti da un tizio che aveva una specie di flauto che suona come un sax, parlando col tipo scopriamo che sua mamma era di Bari quindi scambiamo 4 chiacchiere prima di proseguire in mezzo a questa folla di matti!
Pranziamo con della frutta presa a un market e valutiamo come tornare a cenare sul molo senza pagare di nuovo 12$ : quindi rientriamo in hotel con le bici nel tardo pomeriggio senza spostare l'auto dal parcheggio, doccia e ritorniamo a consegnare le bici al molo. Andiamo di nuovo da Bubba Gump e lasciamo i nomi per la prenotazione, 2 passi sul molo e poi cena, we love Bubba e a sto giro io mi sparo il secchiello mega di gamberetti, onestamente finito a fatica ma una vera bontà! Osserviamo di nuovo il tramonto incantevole e in fondo al molo si sono piazzati con gli stand del Silent Disco, ti danno in pratica delle cuffie wirless e in tutte passano la stessa musica, tutti ballano come in discoteca ma da fuori tu che non senti musica li prendi per matti! Sceso il buio torniamo all'auto (rimasta parcheggiata affianco a un suburban, un enorme dinosauro della Chevrolet) e rientriamo in hotel per riposare a pianificare il viaggio dell'indomani, uno dei più duri, Death Valley finalmente!

18-08-2014

Death Valley

Carichiamo la nostra Chevy e ci fermiamo a far benzina nel distributore più caro della California, ma ci stava simpatico, prendiamo un bel sacchetto di ghiaccio x il frigo da viaggio acquistato al market e via.. diamo un occhiata al sito del National park Service per vedere se ce' qualche alert particolare per la Death Valley mentre cavalchiamo la interstate 405 verso nord e l'Antelope Valley fwy verso Palmdale. Veloce sosta al Blackbird Airpark e poi di nuovo a macinare asfalto fino a Victorville, con i cespugli che ci rotolano affianco si comincia ad assaporare il profumo di caldo e polveroso deserto. Riprendiamo poi l'Interstate uscendo a Calico, visita alla città fantasma, poco fantasma, molto turistic addicted, 8$ l'ingresso, altri $$ per il trenino nelle miniere, shop, ristorante... insomma, poco fantasma ma a me piacciono le cose per come sono, quindi poche "polemiche" e bella visita anche questa. Il sole picchia forte, più dei giorni passati a Santa Monica, sono anche le 13.00 e ritorniamo in viaggio, A/C a bomba, tettuccio leggermente aperto per sentire il rumore dell'aria, 70's on 7 sintonizzata sulla radio e vaschette di futta per pranzo... rock n' roll verso la Death Valley! Puntiamo il deserto Mojave e raggiungiamo Baker incrociando la strada più impronunciabile del mondo, la Zzyzx rd., facciamo rifornimento di carburante per essere pronti al deserto e via, imbocchiamo la Death Valley rd. già spazzata da un caldo vento e la vegetazione presente e’ secca e rada. Puntiamo verso Dumont e le sue immense dune di sabbia dove si danno appuntamento i fanatici degli ATV, dei bugghy e fuoristrada estremi per correre e saltare su queste dune. Poco prima vediamo la deviazione per la Saratoga Springs Rd. , strada sterrata che ci farebbe fare un bel taglio con un risparmio di parecchie miglia ma aimè notiamo che il tempo sta cambiando, nuvoloni neri all'orizzonte, e su quella strada gli finiremmo diretti in bocca.. conoscendo il fenomeno dei flash flood e visto che la strada è in realtà il letto di un fiume decidiamo di cambiare percorso, attraverseremo il Jubilee Pass. Cerchiamo di avvicinarci il piu' possibile alle dune di Dumont fino a quando la sabbia diventa troppo soffice e rischiamo di restare bloccati, non e' la situazione per rischiare, non incontriamo anima viva da diverse miglia . Inoltre cadono sul parabrezza le prime isolate, ma di notevoli dimensioni, gocce di pioggia e il vento aumenta considerevolmente. Ritorniamo a tutta birra verso la strada asfaltata , la colonna nera di pioggia temporalesca è ancora alla nostra sinistra e grazie alle mie innate conoscenze metereologiche affermo con tranquillità: tranqui che non ci raggiunge e riusciamo ad aggirarla... questo prima di Shoshone, quando però poi la strada svolta a sinistra, sulla Jubilee Pass Rd. verso il passo. Cambio opinione anche io, ci troviamo nel bel mezzo dell'apocalisse, sembra piovano sassi, fulmini ovunque e l'unica fortuna è essere in una zona montuosa, almeno la strada non si allaga più di tanto fatta esclusione per alcuni torrenti di scolo laterali simili al Po che di tanto in tanto attraversano la carreggiata. Ora posso capire il fenomeno della Racetrak Playa... con sto vento altro che i sassi si spostano.. veloce, anzi, meglio, velocissima sosta per la foto al monumento all'ingresso del parco e torniamo in auto, sopravviviamo grazie all'aiuto di Noè e scolliniamo verso la valle, improvvisamente torna il sole e le temperature ritornano oltre i 100°F. Finalmente siamo all'interno della Death Valley, sconfinata, il sole non è altissimo in cielo e rende ancora più surreale la vista della valle, ma la strada da fare arrivando da sud è ancora lunga per raggiungere Badwater Basin (e aggiungerei non molto lineare) quindi non ci fermiamo in troppi convenevoli. Tappa d'obbligo a Badwater dove scendere dall'auto e camminare verso la distesa bianca di sale e' un esperienza estrema, fa davvero CALDO (l’auto segnava 118°F), il sole riflesso sul sale bianco abbaglia ma noto una cosa particolare: toccando il sale e’ umido, quasi bagnato, con questo vento e questo caldo mi ha stupito! Foto al cartello che indica che siamo al di sotto del livello del mare e poi raggiungiamo gli altri punti i interesse: Salt Creek, Devil's Golf Course, deviazione sulla Artist dr. a senso unico e Zabriskie Point, emozioni uniche radunate in qualche miglia, che nemmeno le foto riviste poi a casa possono raccontare. Non credevo che una valle desertica fosse così emozionante, le dimensioni, i colori, le situazioni che si son create, il caldo estremo che dava i brividi sentirlo sul corpo, il termometro dice 48°C, per fortuna quest'oggi avevamo il frigo stracolmo di bibite e ghiaccio, tutto incredibile e difficile da raccontare a dovere... si fa però tardi e un pò stanchi dal viaggio andiamo verso il ranch per prendere la camera e rinfrescarci... il paradiso in mezzo all'inferno, entrare con 18° in camera!
Dopo il tramonto scegliamo per comodità, ma anche per mancanza di alternative, di cenare al Corkscrew Saloon all'interno del complesso... direi ottimo l'hamburger con pane tipo bretzel!
Usciamo in tarda serata e di nuovo rimaniamo stupiti... fa caldo tanto quanto prima di entrare nonostante il sole ormai e sparito e siamo tentati di tuffarci in piscina... ma non è il momento, usciamo dal ranch con reflex e cavalletto e ci allontaniamo in direzione Dante's View, parcheggiamo l'auto, spegniamo le luci e scendiamo... il buio è talmente denso che non ci si vede nemmeno le proprie mani, il vento soffia caldo come un phon, prendiamo fiato e alziamo lo sguardo verso il cielo, nessuna nuvola, niente luna, solo una impressionante via lattea di una brillantezza vista solo in tv... personalmente una tra le più belle emozioni mai vissute! Nessun effetto, nessun fotoritocco, è tutto reale come la si vede nei migliori documentari! Il momento e’ indimenticabile un misto di stupore e ansia dovuto al silenzio e al buio totale e al non sapere assolutamente cosa ci circonda.
A fatica ci convinciamo a tornare in camera, al fresco dell'A/C. Nel frattempo le magliette lavate e stese fuori sono completamente asciutte, meglio di qualsiasi asciugatrice! Passiamo qualche minuto a dondolarci sulle sedie a dondolo nel terrazzo osservando il parco ma il caldo non da tregua... Giornata tra le più intense finora, soddisfatti e stanchi andiamo a letto.

19-08-2014

Las Vegas

Sveglia presto, facciamo il ceck-out prima che arrivi la folla, veloce shopping allo store e andiamo verso il visitor center x acquistare l'annual pass per i parchi ma purtroppo apre più tardi, allora montiamo la videocamera sull'auto e riprendiamo la Artist dr. per fare un filmino di questa strada.
In seguito, ritorno al visitor center, pass, e via direzione Mesquite Flat Sand Dunes poco distanti, parcheggiamo, indossiamo gli scarponcini e camminiamo un pò su questa distesa di sabbia cercando di raggiungere le dune più lontane immaginando di essere nel Sahara fino a quando il caldo non ha la meglio, al ritorno incontriamo nel parcheggio alcune auto completamente infangate di terra rossa.. mi sa che han trovato qualche acquazzone nei parchi rossi... li raggiungeremo anche noi e ci prepariamo per proseguire.
Rinunciamo a una mega deviazione verso l'Area51, ci aspetta Las Vegas! Tra una città veramente fantasma, Rhyolite, l'acqua del radiatore in preoccupante ascesa uscendo dalla Death Valley (213°F), l'incrocio con una carovana di auto camuffate, un nuovo modello che andavano a testare evidentemente in condizioni estreme, mini tornado nei prati che costeggiano la strada e asfaltature in corso entrando in Nevada raggiungiamo Sin City, con stupore non troviamo nemmeno il traffico che immaginavamo, anche se un po' disorientati per essere passati dal deserto solitario a una mega città parcheggiamo nel self park del Caesars Palace e prima di prendere le valige facciamo un sopralluogo... ascensore pressochè anonimo tra il park e il casinò e all'improvviso appena si aprono le porte ci troviamo catapultati nella frenesia, stentiamo a capire dove dirigerci. Raccogliamo le mascelle rimaste spalancate e seguiamo stile investigatori un gruppo di turisti con valige che attraversa il casinò e ci troviamo alla reception, ci facciamo indicare sulla cartina che allegano alla chiave elettronica la strada per gli ascensori che portano alle camere e torniamo a prendere i bagagli.
Congeliamo nel frattempo, vista l'aria condizionata sparata a temperatura polare ovunque ed entriamo in camera, vista stupenda sul Venetian, sul Mirage e sulla ruota panormica. Camera accogliente, mega tv e bagno superbo, doccia in pietra di dimensioni esagerate. Siamo al Caesar, un sogno!
Passiamo il resto del pomeriggio a gironzolare nell'hotel cercando di non perderci, curiosiamo tra le slot machine, tantissimi negozi e le varie ricreazioni romane, piazze, fontane, statue ecc... Ceniamo da Gordon Ramsey con 2 ottime bistecche e un mega dolce fatto da gelato, panna montata, sciroppo, frutta in pezzi e quant'altro non ricordo... roba da 6000 calorie comunque.
La cameriera apprezza la mia sciarpa a stelle e strisce, mi sento proprio american style ora! Usciamo poi all'esterno, col buio della sera diretti al Bellagio per non perderci un paio di spettacoli di fontane musicali, spettacolo notevole
Attraversiamo la strip e andiamo in visita al Paris, città a noi molto cara. Non ce ne rendiamo neanche conto ma girare questi hotel occupa un sacco di tempo e si è fatto tardissimo e naturalmente siam cotti. Rinunciamo a malincuore a raggiungere Freemont Street e rientriamo in camera per un bel pisolino.

20-08-2014

Las Vegas

Ci svegliamo abbastanza presto come sempre e scendiamo a farci spennare per una colazione da Starbucks, andiamo a prendere l'auto perché ci dirigiamo verso il Mandalay Bay per visitare l'acquario. Bellissima esperienza col tunnel trasparente che attraversa la vasca con squali e tartarughe marine! Visitiamo poi il New York New York e l'M&M's e il Coca Cola store. Altro Hard Rock Cafe e altri acquisti, lo so, ne sono dipendente, proprio per questo son partito con 15kg di valigia sui 23 permessi. Ritorniamo verso il Caesar ma parcheggiamo al Mirage per visitarlo e soprattutto per lo spettacolo dei delfini, fantastico! In seguito andiamo a vedere anche il giardino con le gabbie dei felini li accanto, i leoni credo fossero appena usciti da Jean Luis David.
Usciamo dal giardino e comincia a gocciolare... e no eh, stasera c'è in programma la visita all'eruzione vulcanica del Mirage e il cielo non promette bene.
Rientriamo in camera e l'arcobaleno visibile dalla camera ci rende fiduciosi, ci sistemiamo e andiamo a cena mentre già si sente il boato dello spettacolo del Mirage anche in camera.
Ci concediamo un Hamburger da Hollywood Planet, se non altro perché è accanto al bar Illy Caffè, necessitiamo di un vero caffè e alla richiesta small or large rispondiamo extrasmall, li mortacci!
Usciamo e la folla gia' si accalca sul marciapiede, la musica di cicale e rane inizia a diffondersi e tutta questa tranquillità inganna rispetto a quello che sta per accadere. 2 anatre nuotano nel mezzo, sembrano vere ma spero per loro fossero finte. I primi colpi di tamburo si susseguono a quelli più violenti sparati dalle casse in un crescendo pauroso, il ritmo tribale accompagna i getti di fuoco sempre più veloci alti e intensi, la temperatura si alza e il calore è ben percepibile anche dal marciapiede fino al culmine dello show con le ultime altissime colonne di fuoco. Poi di colpo torna la tranquillità iniziale. Magnifico!
Soddisfatti entriamo a visitare il Venetian di fronte, ammiriamo la piazza, il canale con i gondolieri che cantano in italiano, i ponti e il campanile, gli affreschi e la serenità che si percepisce nonostante sia pieno di gente. All'uscita riusciamo a beccarci anche un secondo spettacolo del Mirage.. good!

21-08-2014

Bryce Canyon

Di buon ora ci facciamo di nuovo del male da Starbucks ma abbiamo fretta e rimane la soluzione più veloce, ceck-out, scorta di ghiaccio e via, si parte verso i parchi!! Percorriamo la strip fino allo Stratosphere e alle varie Wedding Chapel fermandoci in un paio per curiosare e fotografare, entriamo in nella Freeway che ci portera' fuori Las Vegas e una pattuglia ci segue, proseguiamo rispettando i limiti ma continua a pedinarci da vicino. Poi ci supera ma semplicemente per affiancarsi, ci osserva e si rimette dietro. Gia' sospetto ci voglia fermare, ci segue ancora per qualche minuto e poi esce sulla rampa... bha... secondo me avra' fatto qualche verifica sulle targhe . Finalmente liberi dall'inseguitore ritorniamo a goderci il viaggio, imbocchiamo la I 15 nei pressi dell'autodromo Nascar di Las Vegas (fortunatamente per Marta non c'erano gare altrimenti era sosta obbligata hahaha), pizzichiamo l' Arizona e sconfiniamo in Utah e il paesaggio cambia completamente, svoltiamo verso Hurracane e attraversiamo sulla 9 lo Zion Park, bellissimo contrasto tra le rocce rosse e le le piante verdissime della foresta, durante il viaggio ci fermiamo anche a osservare degli animali che camminano su di un costone ripidissimo sopra di noi. Proseguiamo, rimpiangendo di non avere una notte prenotata qui e attraversiamo anche la Dixie Forest. Bellissimi i passaggi negli archi scavati nella roccia e facciamo anche da staffetta con consegna della bandierina da un capo all'altro di un tunnel a senso unico alternato. Taaaac foto ricordo col ranger simpatico. Nel frattempo si mette a piovere ma noi proseguiamo verso il Bryce Canyon. Arrivati nella "metropoli" per così dire, andiamo subito verso il parco, Sunset Point, Inspiration Point, Bryce Point e Fareview Point... ci rendiamo conto però di essere in alta montagna leggendo i cartelli dell'elevazione nei vari vista point ma il sole che fa capolino scalda a sufficenza.. la sorpresa la troveremo l'indomani mattina. Sulla strada abbondano gli incontri e le soste per vedere animali in libertà che attraversano la strada ed è sempre occasione per fermarsi e scattare foto. Verso Farview Point attraversiamo anche una foresta da poco andata a fuoco, purtroppo il rischio incendi è segnalato e spesso anche con rischio alto. Tra i punti migliori però valuto i primi, Sunset e Inspiration Point anche se ogni punto d'osservazione qui e' favoloso. Mi sono ricreduto molto su questo parco, molto meglio di come lo immaginavo.
Ritorniamo in hotel, tra l'altro non è una camera, è un appartamento con sala, cucina, camera e bagno enormi, doccia e idromassaggio, per non farci mancare nulla, ci sistemiamo e usciamo, attraversiamo la strada ed entriamo a cena dallo storico Ruby's come gia' programmato... credo di aver mangiato la T-bone migliore della mia vita, nonostante lo sguardo ambiguo della cameriera. Giretto allo store per i classici souvenir da acquistare e usciamo verso l'auto... brrrrr freddo, la temperatura è decisamente crollata. Solo 9°.. alla fine siamo intorno ai 2500 mt quindi ci sta.. proviamo a fare un salto al prima vista point per qualche foto notturna ma i caselli sono sbarrati, il parco è chiuso, anche se alla reception chiedendo poi a che ora fosse l'alba ci dicono sia sempre aperto. Bhooo, approfittiamo per riposare presto e tentiamo di svegliarci all'alba per andare a vedere il sorgere del sole ma il tentativo fallisce miseramente... colpa del fuso orario spostato di 1h in questo stato...

22-08-2014

Page

Usciamo comunque in fretta e furia prima di far colazione e congeliamo appena fuori l'hotel... 6° heeeeelp.. Ritorniamo in camera a prendere le giacche, siam partiti un po troppo brillanti con solo la felpa, e andiamo verso il parco (5 minuti di auto) ma come anticipato il progetto alba al Bryce è fallito quindi dopo poco rientriamo per la colazione, carichiamo le valige e ritorniamo, di nuovo al parco, questa volta per scendere tra gli hoodos nel Navajo loop trail al Sunset Point.
Ok la discesa, stupefacente il passaggio tra le strette mura a picco e le piante, altissime cresciute dalla roccia ma la risalita, ragazzi, sarà per il sole che ha alzato la temperatura, sarà per il poco allenamento ma siam rientrati al parcheggio in iperventilazione... che scarpinata! Bon, siam comunque vivi e ci avviamo verso Page, ci aspetta l'Antelope Canyon. Personalmente sono iperentusiasta di andare a scoprire questa meraviglia della natura. Un po rimpiangiamo di non percorrere la UT12 che è una delle più belle Scenic By Ways americane ma portava troppo verso Nord. Ripercorriamo tutta la 89 attraversando Kanab dove si stava svolgendo una bella festa country, approfittiamo per far rifornimento di benza e viveri e proseguiamo incrociamo l'uscita della Cottonwood rd e la percorriamo per un pezzettino, così, per tirar su un po di polvere... sarebbe stato bello ed avventuroso percorrerla tutta dal Bryce. Poco dopo mezzogiorno entriamo in Arizona e raggiungiamo Page, complice anche il nuovo cambio di orario siamo in largo anticipo quindi andiamo dapprima a osservare la Glem Dam poi verso l' Horseshoe bend, doveva essere una visita serale ma non ho resistito a concedermi un'anteprima. È poi giunta l'ora della visita all'Antelope, raggiungiamo l'ufficio da cui partiranno le jeep rialzate x il canyon e visto che abbiamo qualche manciata di minuti ci facciamo uno spuntino da Pizza Hut li affianco.
Ci caricano poi nel cassone dei fuoristrada e si parte a tutta birra, indiani scatenati, svoltiamo nel letto del fiume creato dalle inondazioni e proseguiamo nel polverone fino all'ingresso del canyon, poveri noi... povera reflex! Scendiamo, si fa il gruppo e dopo le raccomandazioni del caso entriamo, la passeggiata dura circa un ora tra andata e ritorno mentre la guida racconta storie e fornisce informazioni sulla storia del canyon. Impressionante vedere come l'acqua ha levigato queste rocce e creato questo canyon a zig-zag, e' tutto un susseguirsi di curve difficili da immaginare. D'obbligo il cavalletto se si vogliono scattare foto decenti dato l'ambiente poco illuminato. Non c'era molta gente quindi ci si e' potuti fermare con tranquillità a osservare e fotografare questa meraviglia. Fortunatamente il meteo e' stato buono, in caso contrario, con rischio pioggia e' facile l'innondazione del canyon quindi le visite verrebbero annullate. Visita immancabile se ci si trova da queste parti!
Terminato il tour si rientra in città, ci sarebbe la possibilità di tentare la visita all'altro canyon, il Lower, che non necessita di prenotazione ma siamo soddisfatti cosi', e' stato come ce lo aspettavamo, bellissimo! Rriprendiamo l'auto e torniamo verso l'hotel per una doccia veloce vista tutta la polvere che abbiam addosso, nel cavalletto della macchina fotografica ce' ne' ancora, e usciamo poco prima del tramonto direzione Horseshoe Bend.
Superiamo il cartello che indica la US 89 chiusa una ventina di miglia più avanti causa cedimento del fondo stradale http://azdot.gov/projects/north-central/us-89-landslide/overview e giriamo a destra verso il parcheggio. La gente è decisamente aumentata rispetto al pomeriggio per assistere al tramonto, la si vede già dalla cima della collinetta, una ventina di minuti e siamo sul bordo del Colorado appena uscito dal Lake Powell, fa impressione non aver nessun tipo di protezione, ci si trova a strapiombo a guardar giù nel vuoto... piazziamo anche noi la reflex sul cavalletto il più vicino possibile al bordo con le dovute precauzioni e aspettiamo che il sole scenda, nel frattempo un aquila (o un rapace del genere) volteggia sotto di noi all'interno del canyon attirando l'attenzione dei molti fotografi, pronti a cambiare improvvisamente ottica per immortalare il pennuto. Restiamo fino a quando il sole è completamente scomparso, il cielo sta entrando nella golden hour e si fa anche scuro tornando verso l'auto, ultimi momenti col cielo completamente blu scuro e poi dritti a cercare l'ennesimo Steakhouse, qui ve ne sono molti, per l'ennesima squisita t-bone da Butterfield Stage Steak House. All'uscita il paese è deserto, qualcuno si trattiene nella piscina e noi andiamo in camera, relax e nanna!

23-08-2014

Monument Valley

Giornata tranquilla, destinazione Monument Valley, non ha bisogno di presentazioni ,ci svegliamo con calma, colazione, ricarica di ghiaccio per il frigo e via, in macchina verso la Monument, appena arrivati una capretta ci da il benvenuto sul monumento di confine di stato, paghiamo poi l'ingresso al parco che non è compreso nel pass non essendo un National Park e andiamo a fare il ceck in, purtroppo è troppo presto, dobbiamo aspettare fino alle 16, che palle, andiamo allora con le valige al seguito a visitare Mexican Hat, l'idea era di raggiungere anche Goosenecks ma mi sa che ce la siamo presa un pò troppo con calma questa giornata, forse ormai quasi stanchi dal gironzolare in giro non ne facciamo un dramma, passiamo dal ristorante che cucina le bistecche a dondolo ma era chiuso e ci fermiamo a fare decine di foto in tutte le pose possibili sul rettilineo tra Mexican e la Monument cercando, e non trovando, il punto dove si fermò Forrest Gump. Pazienza, era solo curiosità, quello che mi interessava di più di questa giornata arriva tra poco! Scarichiamo le valige in hotel, il The View tanto per apprezzare, e dopo aver capito lo spettacolo che ci avrebbe atteso all'alba l'indomani torniamo in auto, finalmente si entra nella Monument Valley, sulla Valley Drive, il mio troppo entusiasmo rischia di scassare l'auto già nei primi metri, dove la strada è nelle condizioni peggiori, la mia indole off-road è indomabile in queste occasioni e se solo potesse parlare questo suv avrebbe da dirne di cose.. altro che i test drive della Chevrolet!! Occupiamo tutto il pomeriggio fino quasi al tramonto a girare tra i monoliti, seguiamo la strada e visitiamo qua e la alcune bancarelle di nativi che vendono svariati oggetti prodotti da loro, mi aggrego a un gruppo con guida turistica facendo l'infiltrato ma scoprendo cosi' un punto di osservazione nascosto dal quale si vede l'infinita vallata... che colpaccio! E che spettacolo! Ci inventiamo strade "alternative" visitando i vari punti, cercando i passaggi più critici nelle sabbie più morbide, dovrò pur trovare fino a dove riesce a spingersi questo mezzo... I'm a cowboy on a still horses ride (cit.) e alla fine ne siamo usciti vittoriosi, voto 10 alle capacità di adattamento di questa Captiva. Ritorniamo sull'asfalto e restiamo ad ammirare il calare del sole sulla terrazza dell'hotel (anche se il sole tramonta alle spalle) e rientriamo in camera per prepararci alla cena nel ristorante della struttura, anticipiamo con un giretto veloce allo store ma gli acquisti li faremo dopo. Ottima cena, rientriamo in camera e osserviamo le luci di alcuni avventurieri che si cimentano nel sentiero della valley nel buio totale. Ci godiamo totalmente questo momento di relax sul balcone fino a quando sul muro dell'hotel iniziano a proiettare un film western con John Wayne.... . Più tardi ci ritiriamo sotto le coperte, a domattina.

24-08-2014

Grand Canyon

Sveglia prestissimo, prima dell'alba, siamo in tempo e scendiamo dal letto. Ci accomodiamo in balcone fornito di sedie e tavolino, in trepidante attesa aspettiamo qualche minuto e finalmente il cielo comincia a colorarsi di rosso intenso in contrasto con i batuffoli di nuvole bianche sparse qua e la, lo spettacolo già di suo e' mozzafiato ora, con il cielo in fiamme e i profili della Monument Valley in siluette. Ancora increduli per quello che ci stiamo gustando ecco che fa capolino il sole perfettamente accanto a uno dei Buttes.
Vista impagabile, vale la pena aver fatto la levataccia.. non vogliamo piu' andarcene da li e rimaniamo a fissare la valle finche' il sole non e' alto nel cielo per essere sicuri di non perderci nemmeno un minuto, non e' una semplice alba, e' molto di piu' a livello emozionale!
Colazione, solito ghiaccio per il frigo, carichiamo le valigie e a malincuore lasciamo la Monument in direzione Grand Canyon.. ci rendiamo conto che sarà l'ultima notte a stelle e strisce.. Ripensiamo a questa avventura e non possiamo che essere felici, ci ha riservato momenti favolosi, ogni giorno emozioni uniche ma continuiamo a godercela, non e' ancora finita!
La strada scorre veloce attraversando Kayenta e Tuba City fino ad avvistare il Gran Canyon. Prime soste nei vari vista point lungo la Desert View dr, Desert View e Grandview per iniziare, saliamo anche su di una torretta in pietra per una vista ancora da più in alto del Grand Canyon e poi ci perdiamo nei sensi unici del villaggio. Onestamente l’abbiamo trovato un po’ incasinato… Proviamo a cercar posto per cena a El Tovar ma niente... pazienza. Cerchiamo l'hotel a Tusayan, Holiday Inn Express, che è a sud del parco in direzione Williams, poco dopo l'uscita. Sistemiamo le valige e torniamo al villaggio per prendere la navetta gratuita che ci accompagna nella visita dei restanti vista point lungo la Hermit rd. non accessibile alle auto private in questa stagione.
Scendiamo in un paio di punti, Hopi, The Abyss, Pima e Hermit's rest al capolinea ammirando la vastita' di questo canyon e constatando di nuovo che sull’orlo dei precipizi non cè alcuna protezione, in pratica l’incolumità sta al buon senso dei visitatori… per concludere rientro al villaggio. Facciamo giusto due passi alla storica stazione dei treni che partono per Williams e ritorniamo all'auto, in seguito in hotel. Siamo decisamente saturi di cose viste e forse ripensandoci questa è la causa che non ci ha fatto apprezzare a dovere il Grand Canyon, un icona cosi importante per gli Usa e noi non siamo rimasti così colpiti come ci aspettavamo. Inconcepibile!
Una volta in hotel sistemiamo un pò le valige visto che l'indomani sera ci imbarcheremo da Las Vegas verso casa.. Visita al National Geographic visitor center e cena da Yippee Ya Ioo, ristorante Cowboy Style dove ci spariamo l'ottima, ultima, t-bone con pannocchia, patate e zuppa di fagioli. La miglior conclusione delle nostre cene a stelle e strisce... ancora oggi ci mancano.

25-08-2014

Route 66

Ci si sveglia prestissimo e scavalchiamo la colazione, è veramente presto ma ci aspetta un po di strada... nel parcheggio dell'hotel troviamo già due giardinieri al lavoro, due alci da mezza tonnellata che si accaniscono con le corna sulle piante del parcheggio, 2 foto e sgommiamo via prima che se la prendano con noi. Un lungo rettilineo ci porta fino a Williams, cittadina molto bella che vive grazie alla Route66 con varie insegne, cartelli locali e negozietti a tema, non mancano gli shop e le auto anni '50 parcheggiate qua e la. Facciamo un giro e 2 acquisti per ricordo ma le strade son deserte, forse ancora troppo presto. Riprendiamo il viaggio sulla Interstate 40 nella Kaibab National Forest fino alla deviazione per la Route 66 a Seligman, eccentrico villaggio di poche case, qualche auto abbandonata da 40 anni o forse più, un simpatico pulmino Volkswagen da autografare e qualche ricordo al film Cars, iniziamo a percorrere quello che sembra sia uno dei pochi tratti rimasti della originale Route66, se non la si conosce sembrerebbe un lungo rettilineo di una banalissima strada ma l'emozione di essere su una strada tanto famosa si fa sentire anche se attorno vi è il nulla, raggiungiamo poi Kingman, doverosa sosta da Mr D'z e foto sul grande stemma nel piazzale e visitiamo anche la vicina locomotiva d'epoca. Ora destinazione diga di Hoover, purtroppo la deviazione per Oatman è improbabile, ci vorrebbe un altro soggiorno, peccato, tiriamo verso Las Vegas e poco prima ecco l'imponente diga di Hoover dal ponte, usciamo dall'autostrada per scendere e raggiungerla, numerosi sono i controlli per poterci transitare sopra ed è vietato fermarsi quindi proseguiamo fino ai parcheggi subito dopo, scendiamo in un caldo infernale per poter fare due foto, certo, vederla dal vivo e non in tv nel film Transformers è un altra cosa! La strada poi è a fondo cieco, torniamo indietro e ci fermiamo nei primi parcheggi da dove si può salire sulla camminata a bordo autostrada e vederla dall'alto, appena iniziamo a salire le raffiche di vento si fanno sempre più forti e sulla passerella è addirittura talmente forte da rendere impossibile avanzare, le piccole cinesi strisciano a terra mentre i più valorosi camminano inclinati a 45°, pazzesco questo vento, lo avevamo già intuito in autostrada vedendo un gruppo di motociclisti inclinati di lato per poter andare dritti... La vista dall'alto la rende ancora più imponente!
Riprendiamo il viaggio, Las Vegas stavolta ci aspetta sul serio, con la malinconia che sale sempre più cominciamo a intravedere lo skiline degli hotel più alti, Stratosphere in primis, la voglia è quella di non fermarsi al parcheggio dell'autonoleggio fare il pieno e proseguire ma purtroppo non si può, ormai i dialoghi in auto sono rari e lasciano posto ai propri pensieri sui ricordi di queste settimane, entriamo il più piano possibile nel parcheggio e fermiamo l'auto nella corsia per essere svuotata mentre l'addetto legge i codici a barre e ci rilascia la ricevuta.. madonna che tristezza, non abbiamo detto manco una parola mentre controllavamo l'auto, l'abbiamo salutata e con le valige ci siamo diretti alla navetta per l'aeroporto. Sta davvero finendo.. il momento più tragico è stato scendere dalla navetta e entrare nel Terminal 3, inspiegabilmente deserto, tra poco non cammineremo più sul suolo americano, almeno fino alla prossima occasione. Sbrighiamo il ceck-in dopo aver bilanciato i pesi delle valige e andiamo a farci un hamburger da Carl's per concludere nel modo più americano possibile questa stupenda vacanza. Imbarco, salutiamo Sin City dall'alto mentre tramonta il sole e viaggiamo verso l'Europa nella notte più corta della nostra vita, atterriamo poi a Malpensa nel tardo pomeriggio, molti ricordi, infinite emozioni impossibili da raccontare e da scrivere perché mai nessuno potrà vivere un viaggio nello stesso modo di qualcun'altro.
Semplicemente li terrò incisi per sempre nella mia memoria i ricordi di questo viaggio.
E’ stato stupendo passare del tempo in questo enorme stato, come turisti ci siam trovati fin da subito a nostro agio in ogni occasione. Purtroppo ci si rende conto che a causa della vastità del territorio ci vorrebbe moltissimo più tempo per goderselo come merita e le numerose rinunce dovute al tempo che volava sono solo motivo di organizzare di nuovo un altro viaggio!

Grazie America, grazie amore, grazie a tutti quello che lo hanno reso possibile.

Ultimi diari di viaggio

Dalla California alla Route 66

Dalla California alla Route 66

Reporter Marta e Davide Data del viaggio Agosto 2014 Un viaggio sulla mitica Route 66.

Leggi tutto

Isole Hawaii

Isole Hawaii

Reporter Valentina e Gabriele Data del viaggio Estate 2015 Big Island, Kauai e Maui

Leggi tutto

Da San Francisco ad Antigua

Da San Francisco ad Antigua

Reporter Valentina e Federico Data del viaggio Luglio 2014 San Francisco, Parchi, New York e Antigua

Leggi tutto

Questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Per maggiori informazioni clicca sul pulsante "Informativa". Se sei d'accordo clicca sul pulsante "Accetto".